Tu Sei Qui
Home > Attualità > Lecce: Alice e le altre. Ottava edizione del Festival di registe, scrittrici, poete

Lecce: Alice e le altre. Ottava edizione del Festival di registe, scrittrici, poete

Appuntamento negli spazi di “Nasca, il teatro” (via Siracusa 28) con il sostegno del Consiglio regionale della Puglia e dell’Assessorato alle Pari opportunità del Comune di Lecce.

Registe, scrittrici, poete: lo sguardo, la voce, il punto di vista delle donne tornano nell’ottava edizione del festival “Alice e le altre”, organizzato da Collettiva edizioni indipendenti. L’appuntamento è a Lecce il 15 e 16 aprile 2023, negli spazi di “Nasca, il teatro” (via Siracusa 28), con il sostegno del Consiglio regionale della Puglia e dell’Assessorato alle Pari opportunità del Comune di Lecce.

Omaggio alla prima regista Alice Guy, “Alice e le altre” nasce nel 2014 con l’obiettivo di valorizzare il cinema fatto dalle donne e, negli anni, ha affiancato al cinema la letteratura e la poesia: un progetto, dunque, pensato per recuperare il senso di appartenenza a una collettività e promuovere i saperi delle donne, grazie a un avvicinamento intimo e appassionato ad artiste da conoscere e non dimenticare.

Il programma

sabato 15 aprile 2023, ore 19 – 21

  • proiezione di “Notturno dall’Italia” di Giuni Russo
  • Simona Cleopazzo racconta Joyce Lussu. Pensiero e Azione

Antifascista, esule, falsaria, partigiana, scrittrice, poetessa, traduttrice, viaggiatrice, femminista, terzomondista. Joyce Lussu ha trasformato un’esperienza di esilio e di esclusione in un’occasione di resistenza e di lotta per i diritti delle donne. Non resta a casa ma parte e ridisegna la geografia della seconda guerra mondiale col nome di battaglia Simonetta. “Il mio andare nel mondo ha sempre accresciuto la fiducia nell’essere umano”.

  • proiezione di un estratto da “La mia casa e i miei coinquilini – Il lungo viaggio di Joyce Lussu”, documentario prodotto e diretto da Marcella Piccinini

Marcella Piccinini è una regista, scrittrice, sceneggiatrice, montatrice, scenografa, costumista. Nei suoi 11 anni di carriera come regista ha diretto “La mia casa e i miei coinquilini” e “Il canto delle cicale”. Ne “La mia casa e i miei coinquilini”, l’atteggiamento nei confronti della vita di Joyce Lussu è privo di illusioni, ma è estremamente attivo. La sua è una vita a molte volte drammatica ma anche ricca di poesia. Il periodo da esule con Emilio Lussu a Parigi, le lotte delle donne in Sardegna, le traduzioni dei poeti che scrivevano “poesia utile”, quella che arriva direttamente, senza troppe parole alla conoscenza di altre realtà e al sentimento.

  • Carla Maria Graduata racconta Natalia Ginzburg: il lessico della Verità

Scrittrice, poetessa, saggista, traduttrice, giornalista, critica letteraria e cinematografica, commediografa, editrice, attivista politica, parlamentare, antifascista, pacifista, ebrea e cattolica. Natalia Levi-Ginzburg-Baldini attraversa la Storia d’Italia, dal fascismo alla caduta del Muro di Berlino, con la penna in mano, inventando un linguaggio nuovo: vero, disadorno, spartano, eterno, antintellettuale. Perché “C’è una sola cosa da raccontare. È la realtà”.

  • proiezione di una selezione di immagini di Francesca Woodman
  • Stefania Zecca racconta Piera Oppezzo e Francesca Woodman: una misura di luce

Accadono vite che germogliano in assenza, alienazione, vulnerabilità. Cosa accade se si interroga il silenzio, la solitudine, la propria identità, le faglie del mondo? La vita tramuta in ricerca, e i linguaggi dell’arte diventano strumento di luce. Se la scrittura fa luce sulle zone ombra, la fotografia si serve della luce per imprimere. La vulnerabilità assolve così al suo fare più alto: per Woodman la sacralità dell’arte a discapito della vita; per Oppezzo la scelta consapevole che l’unico appiglio per la vita sia la scrittura. “Nella vita o si vive o si scrive”.

domenica 16 aprile 2023, ore 19 – 22

  • Loredana De Vitis racconta Da “prevenzione” a “orgasmo”: Orgogli e pregiudizi leggendo Jane Austen

Dalla prima traduzione italiana “Orgoglio e prevenzione” (a cura di Giulio Caprin, 1932) al ritrovamento immaginario delle scene di “sesso perduto” in “Orgasmo e pregiudizio” di Arielle Eckstut (edizione italiana nel 2006), un omaggio a una delle storie d’amore e di “classe” più lette, amate e interpretate, e alla sua immortale autrice. Jane Austen è, per ogni scrittrice, un’icona di indipendenza e consapevolezza: di Elizabeth Bennet, la protagonista del romanzo, scrisse alla sorella Cassandra “la considero la creatura più deliziosa mai apparsa in un volume a stampa, e non ho idea di come potrò mai tollerare chi non l’apprezzerà”.

  • anteprima della mostra foto-poetica “We care” di Diana Agamez e Luisa Machacon

Dall’America Latina giunge in Italia un progetto fotografico e poetico che vuole esplorare le profonde relazioni familiari e connessioni intergenerazionali nelle quali l’oralità e il racconto hanno un’importanza fondamentale per esprimere i sentimenti, le frustrazioni, i dolori, la felicità, le difficoltà e le rivincite delle donne contemporanee.

Scrive Diana Agamez: “La nudità è una delle vie attraverso le quali possiamo esplorare le nostre storie, il nostro erotismo, le nostre malattie, la nostra felicità, i nostri sogni e le nostre paure di fronte al passaggio inesorabile del tempo. Io e mia nonna siamo come uno specchio in cui si riflettono due momenti della storia di una famiglia in cui il valore più importante è la cura e lo sguardo verso le nostre radici”.

  • proiezione di “Vento di rivolta” di Lizzie Treu e Eloïse Fagard

“Disegnare i corpi è disdicevole? Me ne frego”. Con questo documentario ci immergiamo nella sub-cultura del fumetto nel mondo arabo, bussando alla porta di quattro disegnatrici dal forte impegno politico, espresso attraverso le loro strisce. Dieci anni dopo lo scoppio delle Primavere arabe, la tunisina Nadia Khiari, la libanese Lena Merhej, la marocchina Zainab Fasiki e l’egiziana Deena Mohamed ci accolgono nei loro rispettivi atelier, raccontandoci le loro lotte matita alla mano.

  • Simona De Carlo racconta Margherite Yourcenar: Viaggio nell’archeologia dell’anima

“Non credo al tempo, è un costrutto sociale che altera la verità”. Le parole di Marguerite Yourcenar segnano un percorso che confonde, ammalia e indica la verità dell’animo umano. La verità. Dalla più oscura e nascosta a quella urlata dalla pelle.

  • dj set Rebecca Wilson

Rientrata a Lecce nel 2019, ha vissuto a Bologna per circa 25 anni. All’ombra delle due torri ha animato le notti di eventi musicali, di prestigiosi club e di locali esclusivi. Nel Salento ha partecipato a vari eventi al Castello Volante di Corigliano d’Otranto. Selezionatrice imprevedibile e raffinata, riesce a sposare le coppie e i generi più improbabili, in un andirivieni escheriano in epoche e generi che annulla e azzera le distanze e le differenze. Ipnotizzata da chi balla, segue ogni goccia di sudore facendola flirtare col suo bpm gemello. Il groove è tratto. Che sia electro, funk, techno o soul, il sound avrà cuore e anima e non deluderà mai il pubblico sul dancefloor.

Per restare aggiornato con le ultime news seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale YouTube. Per scriverci e segnalarci un evento contattaci!

Condividi!
Top