Latiano: Gli scatti di Tommaso Gioia al Warm Festival Attualità Cultura Eventi Primo Piano 12 Luglio 202612 Luglio 2026 Il fotoreporter 48enne, Tommaso Gioia, continua a vivere il mondo attraverso i suoi scatti che raccolgono il consenso del pubblico. Al centro dei suoi viaggi c’è il desiderio di dare un volto al problema del lavoro minorile, diffuso in particolare nell’area indo pacifica e nell’Africa sub Sahariana. Le sue testimonianze possono essere ammirate nell’esposizione della mostra collettiva allestita nel Warm Festival di Sarajevo, dal 6 al 12 luglio. Il festival – organizzato dal direttore e fotogiornalista premio Pulitzer, Damir Sagolj – rispecchia già nel suo nome ciò che intende mostrare: è l’acronimo di “Guerra”, “Arte”, “Reporting” e “Memoria”. Non solo mostre fotografiche, ma anche film e documentari. Mostrare le sue foto al fianco di Sagolj, per Tommaso è “una grande gioia”, come egli stesso dichiara. I suoi scatti, esposti nella mostra collettiva di Sarajevo, sono stati realizzati tra il 2020 e il 2025, durante i suoi viaggi nel Sud Est Asiatico, nel Centro America e in Africa. Molte foto sono state scattate in India, Pakistan, Bangladesh, Nepal, Cambogia e Thailandia. Momenti di una quotidianità lontana dalle abitudini occidentali, immortalati per sempre negli scatti di Tommaso Gioia, che rappresentano nella maniera più semplice e limpida il problema del lavoro minorile. Con il suo progetto fotografico, Gioia vuole mostrare indirettamente le cause della problematica persistente del lavoro minorile nelle comunità originarie della fascia tropicale e dei paesi in via di sviluppo. L’autore non si limita ad analizzare elementi come la povertà, la sovrappopolazione e gli aspetti religiosi, ma punta a mettere in luce il punto di vista e la prospettiva delle vittime, i minori, una ricerca antropologica che cerca di mostrare la loro quotidianità e le loro emozioni. Per molto tempo Tommaso Gioia ha rincorso una vita “normale”, lavorando per posizioni cosiddette “stabili”. Uno stile di vita che non faceva propriamente al suo caso. Poi la svolta: “Ho deciso di dare sfogo alle mie passioni e ai miei talenti, anche se questo avrebbe voluto dire lasciare un posto stabile. Ma nella vita solo chi non rischia non può definirsi davvero felice. Solo chi insegue i propri sogni, può dire di avere successo”, dichiara Gioia. Attualmente stabilitosi in Vietnam, continua dedicarsi alla sua più grande passione: la fotografia. Tra un soggiorno in Asia e un altro in Europa, il fotoreporter si dedica anche alla scrittura dei suoi romanzi. Nel 2020 ha esordito con il suo primo romanzo autopubblicato, “Su una buona onda”, un’opera dal forte stampo autobiografico incentrata sulla sua evoluzione personale attraverso l’esperienza dei viaggi compiuti in giro per il mondo. A settembre 2021, l’autore cambia genere e pubblica “Erasmo da Otranto” (Giacovelli Editore), un appassionante libro in cui racconta le sue vicende romanzate mentre girava il mondo durante la pandemia del 2020 e prima della sua partenza in Puglia. Nel novembre 2023, Gioia torna in libreria con “Se avessi detto no” (Giacovelli Editore), una storia intensa che esplora i bivi della vita, il peso delle nostre scelte quotidiane e le conseguenze imprevedibili che un singolo rifiuto o una decisione mancata possono avere sul destino di una persona. Infine, nel 2026, lo scrittore latianese firma la sua opera più recente, “Anna e il lupo” (Youcanprint). Una fiaba per adulti di stampo distopico e simbolico che affronta i temi della perdita, dell’ingiustizia e della crescita forzata. Il libro racconta il doloroso percorso di formazione di Anna, costretta a crescere precocemente a causa dei traumi subiti. Al cuore della storia c’è il coraggio di spezzare le proprie certezze per scegliere, nonostante la violenza opprimente del potere, in quali valori valga ancora la pena credere. Per restare aggiornato con le ultime news seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale YouTube.Per scriverci e segnalarci un evento contattaci! Condividi!