Latiano: Riceviamo e Pubblichiamo. Che fine hanno fatto gli arredi originali della casa di San Bartolo Longo Attualità Primo Piano 21 Febbraio 202621 Febbraio 2026 Lettera di Massimiliano Caforio, cittadino di Latiano. Appello per la Memoria Storica di San Bartolo Longo: che fine hanno fatto gli arredi originali? Cari concittadini e amici, sento il dovere di condividere con voi una riflessione nata dal mio profondo legame personale con la storia della nostra terra e con la figura di San Bartolo Longo. Per anni ho avuto il privilegio di frequentare la sua casa natale e di godere della sincera amicizia della Signora Gina Longo Perrone. Grazie alla confidenza che mi legava alla Signora Gina, ho appreso aneddoti che pochi conoscono e che confermano l’autenticità degli arredi che un tempo abitavano quelle stanze. Mi raccontò, ad esempio, che negli anni ’80, dopo la beatificazione, in seguito a un servizio della RAI, la casa subì un grave furto. I ladri asportarono i dipinti antichi tagliando le tele e lasciando le cornici vuote (fatta eccezione per il ritratto del Padre Radente, visibile nel servizio di Brundarte). Proprio in quell’occasione, vedendo una di quelle grandi cornici rimaste orfane della sua tela, fui io stesso a suggerire alla Signora Gina di inserirvi uno specchio. Quella cornice con lo specchio, testimone di una storia familiare e di un mio consiglio personale, è chiaramente visibile nelle foto del servizio di Brundarte del luglio 2015 (consultabile qui: https://www.brundarte.it/casa-del-beato-bartolo-longo…/). In quegli scatti, realizzati prima dell’acquisizione del Palazzo da parte del Comune di Latiano (avvenuta nel 2018), è cristallizzata la memoria storica della famiglia Longo. Posso affermare con assoluta certezza che i mobili ritratti in quel servizio sono i pezzi autentici appartenuti al Santo. È importante sottolineare che quegli stessi arredi erano ancora regolarmente al loro posto anche dopo l’acquisizione dell’immobile da parte del Comune, come ho potuto constatare personalmente durante alcune visite guidate organizzate dall’amministrazione in quel periodo. Il mio rammarico oggi è profondo. Visitando recentemente gli interni del Palazzo in occasione della canonizzazione, ho trovato gli ambienti quasi completamente spogli, ad eccezione di una piccola libreria. Inizialmente, il mio intento era quello di onorare la memoria della Signora Gina donando al nuovo progetto museale alcuni oggetti originali del Santo che lei stessa mi aveva affidato. Tuttavia, di fronte a una casa svuotata della sua anima materiale e dei suoi arredi storici, mi sono fermato a riflettere. Chiedo quindi pubblicamente, con spirito costruttivo e per amore della verità: Dove sono finiti i mobili originali documentati nel 2015 e presenti fino a poco tempo fa? Dove si trova oggi il patrimonio mobiliare che rappresentava l’essenza della casa natale di Bartolo Longo? Nello specifico, vorrei porre un interrogativo diretto: esiste una documentazione o qualcuno che possa provare che gli arredi visibili nelle foto di Brundarte siano stati effettivamente restituiti agli eredi ed ex proprietari, i signori Giovanni e Francesco Longo? Spero che questa mia richiesta riceva una risposta chiara dalle autorità e dalle associazioni competenti. Il patrimonio del nostro Santo è un bene di tutti, e la trasparenza sulla sua gestione è un atto di rispetto dovuto alla cittadinanza e alla memoria del Santo stesso. Per restare aggiornato con le ultime news seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale YouTube. Per scriverci e segnalarci un evento contattaci! Condividi!