Latiano-Vincenzo Francioso: “La Verità non urla: torna la luce dopo cinque anni”. Primo Piano 23 Gennaio 202623 Gennaio 2026 Riceviamo e pubblichiamo La Verità non urla: torna la luce dopo cinque anni “Ieri, 22 gennaio, la Corte d’Appello di Potenza ha ristabilito la realtà dei fatti: assoluzione con formula piena. Si chiude un capitolo iniziato il 28 gennaio 2021, una data che ha segnato l’inizio di un lungo inverno per me, per mia moglie Alessandra e per la nostra famiglia.In questi cinque anni abbiamo abitato un tempo sospeso,affrontando con dignità un calvario che ha messo a dura prova tutto ciò che abbiamocostruito in una vita di lavoro e impegno civile. Abbiamo scelto il silenzio e la via del rito abbreviato, convinti che la verità, nella sua essenziale semplicità, non avesse bisogno di lunghi artifici per emergere. Eppure,abbiamo dovuto attraversare lo scoglio di una sentenza di primo grado che ci avevaprofondamente feriti: una decisione che appariva come la mera trasposizione di unteorema accusatorio privo di riscontri, ma che è bastata a scatenare contro di me gogne mediatiche e pressioni istituzionali, portandomi alla scelta sofferta di fare unpasso indietro dai miei ruoli per proteggere la dignità delle istituzioni. Oggi, quel verdetto è stato totalmente ribaltato, restituendo spazio alla realtà dei fatti. La mia storia politica è sempre stata scritta alla luce del sole. Sono rimasto fedele al mandato dei cittadini anche quando la coerenza significava restare solo, lontano da convenienze. Quella stessa schiena dritta, che per qualcuno è stata un bersaglio, è stata l’unica forza che mi ha permesso di affrontare fango e delegittimazioni orchestrate nell’ombra, anche attraverso lo strumento vile delle lettere anonime. Ho onorato ogni impegno, personale e istituzionale, con sacrifici che solo la mia famiglia conosce, senza mai arretrare di un millimetro nella difesa della nostra onorabilità. In questo deserto umano, ho imparato a riconoscere i passi di chi è rimasto e il silenzio di chi se n’è andato. Ho visto legami trentennali sgretolarsi; ho visto chi, dopo aver abitato assiduamente la nostra casa e goduto della nostra fiducia, ha preferito la via del sospetto o, peggio, dell’opportunismo. A chi ha scelto di alimentare il pregiudizio invece di attendere il giudizio, a chi ha usato lo schermo di un social o il rancore personale per colpire l’uomo e il padre, non dedico rabbia. Il peso del vostro silenzio di oggi è la risposta più eloquente alla vostra condotta di ieri. Oggi non provo la gioia che molti immaginano, ma uno stordimento profondo.Cinque anni non si recuperano, si superano. La mia missione ora è ricomporre con pazienza itasselli della nostra vita, per restituire ad Alessandra e ai miei figli, Emilio, Giovanni eGiorgia, la serenità che meritano. Il mio ringraziamento più sentito va ai tanti professionisti e ai colleghi di Alessandra che, con estrema competenza e rara sensibilità, ci hanno seguito e sostenuto in tutte le sfaccettature di questo disastro, comprendendone fin dall’inizio l’infondatezza. Grazie a chi non ha mai avuto bisogno di una sentenza per sapere chi siamo: gli amici veri e tutti quei conoscenti e cittadini che hanno saputo guardare oltre il polverone. La verità è come l’acqua: trova sempre la sua strada. E oggi, quell’acqua ha finalmente ripulito i nostri nomi. Vincenzo Francioso Condividi!