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Latiano: Riceviamo e pubblichiamo. Nota di Vittorio Madama. C’è chi fa e chi invece disfa

NELLA  VITA  C’E’  CHI  FA  E  CHI   INVECE  DISFA

       “C’è chi fa e chi invece disfa” è un detto popolare che sta a significare che nella vita ci sono persone che costruiscono ed altre invece che demoliscono.

     Infatti mi vado sempre più convincendo che agli amministratori di Latiano, nelle variegate maggioranze mai  elette dai latianesi ma inventate dal Sindaco Maiorano per non perdere la poltrona, piace DISFARE quello che è stato fatto anzichè FARE ciò che non è stato ancora fatto.

       Qualche esempio di ciò che sta avvenendo?

     Ce ne sarebbero moltissimi ma ne voglio ricordare solo tre e non perchè siano i più importanti ma perchè sono i più recenti che evidenziano la bravura dei nostri amministratori a “DISFARE” ciò che i precedenti amministratori hanno “FATTO” per questo Paese.

Il primo esempio lo si ricava dalla fine che ha fatto il Palazzetto dello Sport, unica struttura sportiva insieme al Campo di calcio presente sul nostro territorio. Ebbene dal cilindro del Sindaco Maiorano è uscita la grande ed infelice idea di concederlo in comodato d’uso gratuito al Circolo Tennis  che cambiandone perfino la destinazione d’uso ha costruito dei campi di Padel. A causa di questa scelta i nostri ragazzi sono costretti a servirsi per fare sport delle strutture dei comuni limitrofi con un aggravio non solo economico ma anche con i disagi che comporta il trasferirsi in altri comuni due tre volte la settimana. E come se ciò non bastasse il Comune che prima dell’affidamento del Palazazetto dello Sport al Circolo Tennis pagava per il consumo di luce, gas ed acqua la somma di circa 4.000 euroall’anno, ora invece ne paga circa 70.000. Veramente una bella scelta del Sindaco Maiorano e di quelli che, senza mai battere ciglio, lo seguono ed approvano i provvedimenti che propone.

Il secondo esempio lo si ricava dai lavori relativi al progetto di circa un miliardo di eurodenominaro “Open Air.” Esso infatti prevede, tra le altre cose, di cui per ora preferisco non parlarne, il rifacimento deimarciapiedi di via Santa Margherita, marciapiedi che erano lì da piu di duecento anni grazie all’mpegno degli ammimnistratori del passato per averli realizzati e alla conservazione di essi da parte degli amministratori che nel tempo si sono succeduti. Ebbene il progetto prevede la sostituzione del basolato dei vecchi marciapiedi e la sostituzione con lo stesso basolato però in forma ridotta e con la metà circa dello spessore attuale. Insomma come il basolato realizzato in via Roma che è sotto gli occhi di tutti  per come si è ridotto.

Il terzo esempiolo si ricava dai lavori in corso presso l‘Istituto Caterina Scazzeri che gli anziani, come lo scrivente, ricordano come l’Ospizio fiore all’occhiello degli amministratori degli anni “60,70 e 80” e chiuso dal Sindaco Maiorano dopo che l’Azienda Speciale, all’uopo creata, aveva accumulato debiti per circa 700 mila euro. Ora poi è stata creata una pensilina mobile di fianco all’entrata principale per il ricovero di una ambulanza e divelto parte del muro di cinta per consentire l’entrata e l’uscita dell’automezzo; un vero e propro sfregio ad un manufatto ottocentesco. A qualche solone che sosteneva che c’era il nulla osta della Sovrintendenza gli ho ricordato che il proprietario del manufatto ottocentesco è sempre il Comune e non mi risultava che fosse stata concessa l’autorizzazione per costruirvi quello sfregio di cui gli amministratori non ne parlano e che anche ripristinandolo non sarà mai il muro di cinta originale di duecento anni fa.

  Dopo questi esempi il mio pensiero è corso all’attuale amministratore Salvatore De Punzio, l’unico consigliere comunale della cosiddetta Prima Repubblica che siede tuttora nel consiglio Comunale e che avendo in passato contribuito a realizzare e conservare ciò che ora i suoi amici di cordata demoliscono, non abbia avuto uno scatto d’orgoglio per impedire che ciò che di buono è stato fatto in passato non fosse demolito. Ritengo che lui abbia il potere ela capacità di evitare che tutto ciò accada a meno che la frase napoletana “chi fraveca o sfraveca nun perde maje tiempo” non l’abbia anche lui insieme a Maiorano fatta propria.

Il dubbio comunque rimane!

    Latiano,lì 20.12.2025

VITTORIO  MADAMA

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