Lecce: Falling Driant Zeneli Cultura Eventi Primo Piano 16 Dicembre 202516 Dicembre 2025 FALLING DRIANT ZENELI Dal 19 dicembre 2025 al 7 gennaio 2026 (dal lunedì al sabato ore 8:00 > 20:00 – chiuso 21, 25, 26 e 28 dicembre, 1 e 4 gennaio) Inaugurazione giovedì 18 dicembre ore 19:00 LECCE | San Francesco della Scarpa – Piazzetta Giosuè Carducci Ingresso libero Info 0832373576 – www.facebook.com/bibliotecabernardini NOTE A CURA DI LAURA LAMONEA Lasciarsi andare all’attrazione del proprio peso, concedersi alla forza invisibile che ci riporta alla terra. La caduta corrisponde all’attimo in cui i corpi o le istituzioni appaiono vulnerabili, è un accadimento che può smontare le impalcature del potere, preparando una nuova scena. Nelle favole di Driant Zeneli sono molteplici i tentativi di allontanamento dalla terra attraverso i quali l’artista, tra poesia e realismo, osa per andare dove nessuno è mai stato. Nel corpo dell’ex chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce, si snoda il percorso espositivo composto da opere video e installazioni. La chiesa, il cui nucleo centrale risale al XIII secolo, conserva ancora le tracce dei suoi mutamenti, delle cadute, delle rinascite. La caduta anche in questo caso non è un atto terminale, ma la premessa per una nuova dimensione costruita attraverso il tempo. Il protagonista del nuovo film-opera “Whenwinds in Monsoon play, the White Peacock willsweepaway” dell’artista Driant Zeneli è un pavone bianco. La narrazione, ambientata nel Parlamento di Dhaka e nello Srihatta Art Centre di Sylhet in Bangladesh è scandita dalle sei stagioni del calendario bengalese, che diventano stazioni di un viaggio politico e interiore del pavone. Nel film si leggono le tracce delle rivolte del 2024, le proteste, le morti, la caduta di un regime che ha segnato profondamente la storia recente del Bangladesh. Zeneli non racconta questi eventi ma li trasfigura in favola, mostrando come le dinamiche del potere e della resistenza si iscrivano nella materia stessa dei luoghi e nei sentimenti personali. Il pavone cade innamorato della propria lacrima: in quell’amore per ciò che egli stesso ha generato scopre la sua parte più segreta e insieme ad essa la consapevolezza della propria finitezza. L’interpretazione del tenore Pasquale Auricchio, magistrale e perturbante, ci invita a immedesimarci e, nello stesso istante, ci appare straniera, come un’eco di un mondo che non conosciamo. La componente musicale, con la partitura barocca di Francesco Aliberti, ibridata da strumenti tradizionali bengalesi, agisce come un’altra piega del dispositivo creando un ponte tra epoche, tra estetiche e tra culture. Le macchine sceniche di matrice barocca e le quinte, realizzate in collaborazione con artisti del luogo e intrise della cultura locale, sono il linguaggio che Zeneli sceglie per restituire al reale la sua qualità scenica fondendo illusione e artificio. Come l’arcobaleno ritrovato sulla barca in cemento (Thosewhotried to put the rainbow back in the sky), che i protagonisti cercano di riportare in cielo o l’atto di costruire favole con psicologi lacaniani (Short Fairytales for Adults), i fondali a rullo realizzati dagli artisti del Bangladesh ci riportano in un luogo in cui l’impossibile non è fantastico, ma perfettamente naturale. La tradizione del realismo magico a cui sembra attingere Zeneli, non introduce gli accadimenti straordinari come rottura ma come continuità, il prodigio è parte della vita quotidiana. Il pavone che si innamora della propria lacrima, l’arcobaleno che cade sulla terra, il mondo fiabesco appartengono a un ordine del reale in cui le leggi fisiche e quelle poetiche convivono. Di fronte alla fragilità delle istituzioni, alla precarietà delle forme di governo, ai nostri fallimenti, Zeneli spera di portarci con sé in un universo di pieghe che non chiudono, laddove la realtà è molto più ricca e la forza immaginativa sopravvive a ogni rovina. SINOSSI OPERE IN MOSTRA ALTERNATIVE ATELIER Alternative Atelier è un intervento site specific composto dai resti delle sculture in cartapesta usate per i diversi carnevali provenienti dall’atelier di Deni Bianco, maestro cartapestaio. Disposti sul pavimento come rovine, questi frammenti richiamano il tema della caduta mettendosi in dialogo con le opere in mostra. Alternative Atelier è un progetto centrale nella pratica di Driant Zeneli, che l’artista porta avanti da diversi anni e che ha avuto differenti formati, trasformando spazi espositivi e museali in atelier collettivi, aperti a pubblici diversi. I partecipanti di questa edizione sono invitati a prendere parte al processo di riciclo e di trasformazione dei residui in cartapesta. L’Atelier rimarrà attivo per tutta la durata della mostra. WHEN WINDS IN MONSOON PLAY, THE WHITE PEACOCK WILL SWEEP AWAY 2025, Video 4k, 21’ 24’’, Courtesy dell’Artista e della Galleria Giorgio Persano, Torino Realizzato in collaborazione con Md. TasnimulIzazBhuiyan, Pulak K. Sarkar, Rafi Nur Hamid, SondipRoy, Sumaiya Sultana, con il contributo speciale di Mahmudul Hasan Dipu. Con il supporto di Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura italiano nell’ambito del programma ItalianCouncil (13ª edizione, 2024). Whenwinds in Monsoon play, the White Peacock willsweepaway è la nuova opera-film di Driant Zeneli, ambientata nel Parlamento di Dhaka e nello Srihatta Art Centre di Sylhet (Bangladesh). Il racconto, cadenzato dalle sei stagioni bengalesi, è incentrato su un pavone bianco innamorato della propria lacrima. Attraverso molteplici livelli di interpretazione, l’opera affronta temi esistenziali, ecologici e politici – come le proteste della “Rivoluzione di luglio 2024” in cui più di mille persone hanno perso la vita – dando forma a un realismo magico che apre a spazi immaginativi non convenzionali. Nella narrazione, scandita dal KhonarBachan, antichi proverbi della tradizione orale bengalese, l’architettura brutalista di Louis Kahn assume una presenza fisica e metaforica. Gli elementi visivi sono stati realizzati in collaborazione con giovani artisti locali, mentre la colonna sonora, rielaborata dal Maestro Francesco Aliberti unisce barocco e tradizioni musicali bengalesi in una partitura ibrida. SHORT FAIRYTALES FOR ADULTS 2023, installazione composta da scultura cinetica in cartapesta (3 m) e audio in loop 5′ 4” Short Fairytales for Adults è un progetto che nasce dall’incontro tra Driant Zeneli e un gruppo di psicoanalisti lacaniani. Durante sessioni di incontro a due, l’artista e lo psicoanalista costruiscono insieme una favola speculativa che porta alla luce elementi simbolici. Da questo processo nasce l’opera “La coccinella e lo struzzo”, realizzata con lo studioso lacaniano Mimmo Pesare. Nella narrazione, l’incontro accidentale tra i due animali si trasforma in una convivenza obbligata, tra impossibilità di fuga e desiderio di sopravvivenza. In mostra, la scultura in cartapesta realizzata da Driant Zeneli in collaborazione con artigiani locali e la traccia sonora in riproduzione continua con la voce narrante di Giulia Maria Falzea. THOSE WHO TRIED TO PUT THE RAINBOW BACK IN THE SKY, 2012, HD Video, 07’50”, colore, suono Tre persone e un’anatra in attesa su una misteriosa nave di cemento ritrovano per caso un frammento di arcobaleno caduto dal cielo. Spinti dal dubbio e dalla meraviglia, decidono di tentare l’impossibile: rimettere l’arcobaleno al suo posto, in cielo. Girato in un solo giorno nel villaggio albanese di Velmisht, il video nasce dall’incontro casuale dell’artista con un emigrato di ritorno dalla Grecia che, spinto da un radicato desiderio di ritornare nella sua terra natale, ha costruito una nave in cemento. Il gesto dei protagonisti sospende ogni giudizio e riporta lo spettatore a un’idea originaria di possibilità e tensione verso l’altrove. BIOGRAFIA Nato nel 1983 a Scutari, in Albania, Driant Zeneli è un artista visivo che vive e lavora tra Tirana e Torino. La sua ricerca indaga la tensione tra utopia e realtà, tra illusione e fallimento, esplorando le possibilità e i limiti dell’immaginazione contemporanea. Nei suoi film, storia e potere si intrecciano con narrazioni individuali, generando racconti utopici capaci di sovvertire l’ordine naturale delle cose. Si è diplomato in Scultura e ha conseguito un master in Scenografia Multimediale all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Numerose le mostre personali ospitate da Museum of Contemporary Art, Zagabria (2024); Galleria Nazionale della Macedonia del Nord, Skopje (2022); Galleria Nazionale della Repubblica del Kosovo, Pristina (2019); Padiglione Albanese alla 58ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (2019); GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo (2019); Villa Medici, Roma (2016); GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino (2013). Ha inoltre partecipato a prestigiose mostre collettive accolte, tra le altre, da EMST – Museo Nazionale d’Arte Contemporanea, Atene (2025); Biennale di Sharjah 16 (2025); 15ª Biennale de La Habana (2024); Ruhrtriennale, Bochum (2024); MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma (2023); SchirnKunsthalle, Francoforte (Double Feature, 2023); Dhaka Art Summit (2023); 59° Ottobre Salon – Biennale di Belgrado (2022); Manifesta 14, Pristina (2022); Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia (2021); 39ª Biennale EVA International, Limerick (2020); Latvian Centre for Contemporary Art, Riga (2019); Autostrada Biennale, Prizren (2019); Padiglione Albanese alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (2011); Mostyn Gallery, Galles (2017); MuCEM, Marsiglia (2016); Centre Pompidou, Parigi (2016); ZKM, Karlsruhe (2012); MUSAC – Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León, Spagna (2012); Biennale di Praga 5 (2011); Galleria Nazionale d’Albania, Tirana (2008). Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Winner of ItalianCouncil 13th edition (2024); Winner of the Moroso Concept Prize, Milano (2017); Winner Young European Artist Trieste Contemporanea Award, Trieste (2009); Winner of the 15th International OnufriPrize, Tirana (2008); Winner di “L’attimo fuggente”, International Film Festival, Pesaro (2007).Ha pubblicato i volumi Maybe the Cosmos isnot so Extraordinary (2019) e In an attempt to get up (2020). Per restare aggiornato con le ultime news seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale YouTube.Per scriverci e segnalarci un evento contattaci! Condividi!